Quale futuro per le ferrovie turistiche della Sardegna?

Locomotiva salita Suelli
Locomotiva sulla salita di Suelli

Un tempo, la precarietà dei collegamenti tra la Sardegna e il continente obbligava i sardi a sopportare estenuanti bivacchi e lunghe code sulle banchine, prima di imbarcarsi a bordo di navi scomode e lente che viaggiavano stracariche; oppure, costringeva gli isolani a sostenere i costi altissimi dei mezzi aerei.

Col passare degli anni i servizi di trasporto marittimi, ma soprattutto quelli aerei, sono stati potenziati e migliorati, tanto che oggi, è possibile raggiungere dall’isola svariate destinazioni in Italia e all’estero, in modo facile e a costi contenuti.

Lo stesso non si può dire per il sistema dei trasporti pubblici locali. Specialmente quelli ferroviari a scartamento ridotto, che non sono cresciuti di pari passo con quelli navali ed aerei. Essi, anzi, hanno subìto un progressivo declino, tanto che ora non sembrano più in grado di soddisfare le cresciute esigenze di mobilità dell’utenza.

Per contro, è dimostrato che laddove si è investito, la risposta del pubblico è stata più che soddisfacente. E’ il caso della linea Sassari-Alghero, la cui totale automatizzazione ha reso i collegamenti tra le due città più veloci e competitivi e molto frequentati.

Vi sono poi le tratte turistiche, (Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Macomer-Bosa Marina, Nulvi-Palau) dove le Ferrovie della Sardegna (ARST – Azienda Sarda Trasporti dal 23.10.2010) offrono viaggi stagionali a calendario e treni a noleggio durante tutto l’anno.

Queste ferrovie, che nel loro complesso costituiscono un patrimonio di alto valore storico, ambientale e culturale, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, stanno rischiando la chiusura, giorno dopo giorno.

Purtroppo, dopo anni di discussioni, convegni, incontri, manifestazioni, tra gli addetti ai lavori – autorità locali, dirigenti, operatori turistici, semplici appassionati, ecc. – non si è ancora addivenuti ad un accordo unanime per approvare un progetto comune, serio e ben concepito, da far finanziare.

Ancora prevalgono gli interessi di parte, i campanilismi e i personalismi, e si continuano a promuovere iniziative frammentate e improvvisate, che certamente non offrono servizi di qualità al turista. Se non si cambia rotta si rischia davvero di finire nel baratro. E un primo segnale eloquente è dato dal calo delle frequentazioni sulle linee turistiche, registrato negli anni scorsi.

Si potrebbe obiettare che tutto dipende dalla cronica carenza di fondi per gli investimenti e i finanziamenti. Ciò potrebbe essere vero, ma è altrettanto vero che le risorse potrebbero essere reperite anche presso soggetti privati disposti ad investire nel settore.